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massimo@sormonta.it

Visione

L'uomo alla finestra : uno sguardo sul dentro e sul fuori.

 

"Ecco ancora una finestra,
dove ancora non dormono.
Forse – bevono vino,
forse – siedono così.
O semplicemente – le due
mani non staccano.
In ogni casa, amico,
c’è una finestra così.
Non candele o lampade hanno acceso il buio:
ma gli occhi insonni!
Grido di distacchi e d’incontri:
tu, finestra nella notte!
Forse, centinaia di candele,
forse, tre candele…
Non c’è, non c’è per la mia
mente quiete.
Anche nella mia casa
è entrata una cosa come questa.
Prega, amico, per la casa insonne,
per la finestra con la luce.
"

(Marina Ivanovna Cvetaeva)

Dicembre 1916

Operare nel campo dell'immagine è un po' come stare alla finestra: guardare il panorama che cambia, la luce, il sole, le cose, le persone, il vento, il buio, la luna; poi stanchi si chiude la finestra. Magicamente compare un'immagine riflessa sul vetro : noi stessi! Ogni immagine è un autoritratto.

La parola occhio deriva da una radice in sanscrito e in ebraico che significa fontana. Non è un organo che riceve vibrazioni da quel che sta fuori, è un proiettore. Perciò proietto il mondo nel quale vivo. .

Uno sguardo sul dentro e sul fuori, una visione che parte dall'occhio per arrivare al cuore (dell'esistente)
Un percorso dello sguardo: dal battito di ciglia alla concretezza sulla carta infine nella rete del mondo.

Quello che resta

Una immagine vale mille parole. Specialmente quando si muove......

"What remains"

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